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Prima Squadra e Nuova stagione

 « ORGOGLIO GRANATA »

Orgogliosi di  portare la gloriosa maglia granata, orgogliosi nel giocare allo storico Libero Ferrario, orgogliosi dei 400 tesserati che possiamo annoverare tra le nostre file, orgogliosi dei nostri dirigenti e volontari impegnati quotidianamente sul campo, orgogliosi di una presidenza che con sacrificio sta riportando il Parabiago Football Club a essere protagonista nel territorio”.

“Un orgoglio che ci auguriamo essere reciproco da parte della città ,delle istituzioni e di tutti gli sportivi Parabiaghesi, verso questo Parabiago Football Club, che, ogni giorno impiegando molteplici risorse e con sacrificio sta crescendo sempre di più.”

Con queste parole da parte della direzione sportiva si è aperta la serata dedicata alla presentazione della “Prima” Squadra, con la presenza del sindaco Cucchi, dell’assessore allo sport Scalvini e delle principali testate locali.

Una serata che ha coinvolto i giocatori della Prima squadra, della formazione Juniores, degli allenatori delle squadre agonistiche e di tutto lo staff organizzativo.

Sul tavolo centrale per illustrare la nuova squadra e per rispondere alle domande poste dai giornalisti, c’erano Mister Crippa, Il neo DS Sacchi e i giocatori Fabrizi con il nuovo arrivato Ebaly.

Rocco Crippa: “È stata allestita dal Direttore Sportivo Sacchi una squadra competitiva. Faremo del nostro meglio per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Mister Rocco Crippa

Gianmaria Sacchi si suddividerà tra l’ incarico di direttore sportivo e quello di giocatore: “Sono pronto ancora fare del mio ma abbiamo comunque allestito una squadra competitiva che lotterà e cercherà di giocarsela sempre contro qualunque avversario poi il campo darà il suo verdetto“.     

DS. Gianmaria Sacchi

Una prima squadra che come ha ricordato Mister Crippa è grata a tutta l’organizzazione, alla presidenza e sopratutto è fiera di poter guardare a un settore giovanile in grande crescita con cui collaborare durante la stagione.

C’è stato poi anche il tempo di ringraziare tutti coloro che lavorano con passione e volontà.

Direttori Sportivi, Responsabili tecnici, gli impiegati della segreteria, il magazzino, i manutentori dei terreni di gioco, per finire con tutti i volontari che danno il loro prezioso contributo soprattutto negli eventi importanti, Paravox, Football Day, Torneo del Gallo, per elencarne alcuni e altri che si prospetteranno per questa nuova stagione.

Un grande staff di lavoro per garantire una fantastica nuova stagione a tutti i nostri atleti e per chi con passione ci seguirà in questa nuovo anno calcistico. Thanks. 

G.S.

PRIMA SQUADRA
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Si parte il 28 Agosto

SI PARTE IL 28 AGOSTO

Sono stati diramati dalla Lega Nazionale Dilettanti i gironi per il campionato e il calendario di Coppa Lombardia inerenti alla seconda categoria, stagione 2019/2020. 

Per quanto riguarda il prossimo campionato, Parabiago inserito nel unico girone della delegazione di Legnano dove figurano le compagini del alto milanese e del basso varesotto.

Un girone denominato N, molto equilibrato, con tante squadre che stando alle presentazioni avvenute nei giorni scorsi, hanno radicalmente rinnovato le rose per ambire al passaggio di categoria.

Parabiago che ancora non si è  pubblicamente svelato,  la squadra verrà presentata martedì 27 agosto alla vigilia del debutto in Coppa Lombardia,  stando alle parole del neo DS. Sacchi, la formazione granata si farà trovare pronta per poter competere con le migliori: ” Abbiamo lavorato bene in fase di mercato portando al servizio del confermatissimo mister Crippa giocatori che alzeranno la qualità in un gruppo risultato già negli anni scorsi competitivo per la categoria”  queste le parole del esperto bomber che per quest’anno si dividerà tra campo e direzione sportiva.

Diramato anche il girone e il calendario di coppa Lombardia, si parte il 28 Agosto con la trasferta di Arluno, poi si gioca ogni 4 giorni, in evidenza il secondo turno dove al Libero Ferrario arriverà il Nerviano, una sorta di Derby dal sapore antico che vede le due cittadine confinanti affrontarsi dopo anni.

Derby che si ripeterà anche in campionato visto che la squadra Nervianese è stata inserita nel girone dei granata. Tre match che ci auguriamo portino allo stadio tanto pubblico visto che i due centri abitati con più di 50.000 abitanti risultano come i più popolosi del girone.       

G.S.


Coppa Lombardia 

GIRONE 07 (Girone da 4 squadre)
28/08 – ORE 20:30 ARLUNO CALCIO 2010 – F.C. PARABIAGO
01/09 – ORE 17:00 F. C. PARABIAGO – CALCIO NERVIANO 1919
05/09 – ORE 20:30 F. C. PARABIAGO – PREGNANESE

Passa ai trentaduesimi di finale, la vincitrice del girone.


Campionato Seconda Categoria Prima Squadra
Composizione Girone:

GIRONE N (Delegazione di Legnano)

1 G.S. BEATA GIULIANA – BUSTO ARSIZIO
  2 U.S. BORSANESE – BUSTO ARSIZIO
  3 A.S.D. BUSCATE – BUSCATE
  4  CALCIO CANEGRATE E OSL – CANEGRATE
  5  A.S.D. CALCIO LONATE POZZOLO – LONATE POZZOLO
  6  A.S.D. CALCIO NERVIANO 1919 – NERVIANO
  7  A.S.D. CITTA DI SAMARATE – SAMARATE
  8  A.S.D. F.C. PARABIAGO – PARABIAGO
  9  A.S.D. GORLA MINORE – GORLA MINORE
 10 A.S.D.  OLGIATESE – OLGIATE OLONA
 11 A.S.D.  ORATORIO SAN FRANCESCO – LAINATE
 12 A.S.D.  PRO JUVENTUTE – UBOLDO
 13 A.C.      ROBUR  – LEGNANO
 14 G.S.      S. ILARIO MILANESE – NERVIANO
 15 A.S.      SAN MASSIMILIANO KOLBE – LEGNANO
 16 U.C.     SOLBIATESE – SOLBIATE OLONA
 17 U.S.     VILLA CORTESE – VILLA CORTESE
 18 A.S.D.  VIRTUS CANTALUPO – CERRO MAGGIORE

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Libero Ferrario Allenamenti

“Un martedì di gran lavoro”

Grande movimento al “Libero Ferrario” dove da inizio settimana hanno iniziato la preparazione tutte le formazioni agonistiche giovanili.

Un martedì nel quale sul sintetico centrale si poteva vedere al lavoro la Prima Squadra e gli Allievi Under17 , mentre sul campo numero 2  in erba naturale, si allenavano gli Allievi Under 16 e i Giovanissimi Under 14.

Su i campi in perfette condizioni si respirava  tanta voglia di  preparare al meglio la nuova  stagione sportiva, oltre a questo tanti sorrisi e conoscenze nuove tra le file granata.

Un bella sorpresa quella che Mister Crippa, allenatore della prima squadra, ha riservato ai ragazzi più giovani, finito l’allenamento con i suoi ha voluto passare sul campo 2  per vedere al opera i giovani “galletti”e salutare i colleghi Venuti e Corrado rispettivamente coach dei Giovanissimi Under 14 e Allievi Under 16.

Presente sul campo per assistere al esordio Delle “sue” squadre anche il D.S. Giovanni Di Bello.

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Davvero un buon inizio e grande soddisfazione da parte della società nel rivedere lo storico “Ferrario” già molto frequentato in attesa dell’inizio delle formazioni della scuola calcio.

G.S.

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Intervista a Rocco Crippa Allenatore Prima squadra

« MISTER CRIPPA: I RISULTATI ATTRAVERSO IL BEL GIOCO »

Nelle cronache della domenica che pubblichiamo sul sito, decantiamo le gesta e le azioni dei nostri giocatori granata, ma “dietro” ai protagonisti del rettangolo di gioco, c’è sempre un lavoro “oscuro” ma importantissimo di uno staff tecnico.

Sappiamo che il condottiero di questo staff, ovvero l’allenatore di questa squadra, è Mister Rocco Crippa, dove ogni domenica lascia i riflettori della “gloria” ai suoi ragazzi.

Come sa, chi ama e segue il calcio, il lavoro del Mister è importantissimo per arrivare ad alti obiettivi, dunque abbiamo deciso di far conoscere, a tutti i nostri lettori, chi è Mister Rocco Crippa, scambiando una lunga chiacchierata con lui.

Durante le partite, lo vediamo sempre in piedi nell’”area tecnica”, parco di indicazioni ai suoi ragazzi. Allenatore intelligente e perspicace, capace di cambiare modulo tattico in corsa, come bravo nel capire il momento giusto per “i cambi” (cosa non da poco, anzi!).

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Ci accoglie dopo l’allenamento e la prima cosa che ci “balza all’occhio” oltre alla gentilezza e cortesia, è la sua immensa modestia e pacatezza.

Rocco Crippa, 51 anni, lunghissima carriera da giocatore professionista fino a 41 anni (difensore centrale e per qualche anno centrocampista davanti alla difesa) e da pochi anni allenatore.

Come giocatore ha iniziato nelle giovanili del Milan, per poi passare al Sant’Angelo Lodigiano in serie D, poi Pavia C2, 9 anni Fiorenzuola con 3 anni di serie D, 3 anni di C2 e 3 anni di C1 (perdendo, purtroppo, uno spareggio per andare in serie B), poi 4 anni a Brescello in C1, un anno a Lumezzane in C1, un anno a San Marino in C2, poi ritornato ancora a Pavia in C2 e C1, 2 anni a Casteggio in serie D, un anno in Promozione a Sant’Angelo Lodigiano, per finire a 41 anni a Cinisello.

Curriculum, invece, breve come allenatore: ha iniziato, quando giocava a Pavia (a circa 35-36 anni), allenando la Beretti del Pavia, per poi smettere di allenare, tornando solo a giocare, e riprendendo a 42 anni. Ha allenato (non tutti gli anni, fermandosi per motivi familiari, ovvero la nascita della figlia) in Eccellenza, la Valle Salimbene vicino a Pavia, in Promozione a Sedriano, il settore giovanile a Cinisello e Aldini.

Dunque, un curriculum prestigioso e di tutto riguardo: moltissima esperienza, passando per varie “epoche e mode calcistiche”.

Visto che eri un difensore, sono cambiati i difensori rispetto all’epoca in cui giocavi?
Sono nato nell’epoca in cui si giocava a “uomo”, quindi, mi ricordo che all’inizio dovevo marcare a “uomo” l’attaccante, poi il calcio è cambiato, si è passati alla “zona”. Adesso, rispetto ad una volta, secondo me, i difensori sono meno bravi nella marcatura a “uomo”, nel senso che a volte vedo fare degli errori, anche grossolani, che se avessero avuto delle basi nella marcatura a “uomo” non farebbero. A volte gli attaccanti vanno via ai difensori perché non sono più abituati, appunto, alla marcatura a “uomo”, ogni tanto servirebbe fare un ripasso del passato…
Chiaramente adesso è meglio, perché il difensore che gioca a “zona”, gioca anche la palla, prima dovevi solo marcare il tuo uomo.

Dunque, i tuoi difensori della rosa sono “sotto la lente”?
(Ride… aprendo il suo cuore quando si parla dei “suoi” ragazzi NdR)… Un po’ sì, ogni tanto lo faccio presente… adesso un po’ meno… (altra risata NdR)… perché stanno subendo meno gol…
Ogni tanto “me la prendo” con i difensori perché ero difensore, però “me la prendo” perché cerco di migliorarli, di fargli capire gli errori che fanno…

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Ti vediamo sempre tranquillo in panchina mentre dai indicazioni ai tuoi giocatori, è il tuo carattere?
Tranquillo??? Nooo, ogni tanto mi arrabbio, forse non si vede… sembro tranquillo, ma quando c’è qualcosa da dire urlo.
Non riesco a star seduto, quello sì, mi vedete sempre in piedi, magari non sono un esagitato però quando c’è bisogno della “strigliata” al giocatore, la faccio.

Gianmaria Sacchi, nella sua intervista, ti ha definito “allenatore di almeno due categorie superiori”, ti senti tale?
Non lo so… (e qui traspare la sua immensa modestia e umiltà Ndr)… lo dirà il tempo se valgo di più o meno. Oggi, sono contento di fare qui l’allenatore: si possono fare bene le cose anche in Seconda Categoria, se poi riusciamo andare su ancora meglio.

Notiamo che durante le partite cambi modulo tattico, anche in corso
Cerco di adattare i giocatori al modulo, non ho un mio modulo fisso: nella mia breve carriera da allenatore ho fatto tanti moduli.
Se un giocatore gioca nel suo ruolo, rende meglio e, anche in corsa, è possibile cambiare se hai in panchina i giocatori “giusti” per poter cambiare il modulo. Fortunatamente, soprattutto nel girone di ritorno, spesso ho giocatori in panchina di valore e a volte, quando devo fare la formazione, è difficile perché ci sono giocatori più o meno dello stesso valore e magari partono dalla panchina. Però so che in ogni momento qualsiasi posso cambiare e metterli dentro e hanno lo stesso rendimento di chi parte titolare.
Non mi piace parlare dei singoli, però ho due portieri che hanno lo stesso valore e spesso gli ho alternati, anche se il portiere è un ruolo particolare che deve avere più continuità, però hanno lo stesso valore e lo stesso rendimento. Quando hai la fortuna di avere giocatori dello stesso valore, puoi anche permetterti di cambiare modulo in corsa, se non avessi tanti giocatori in panchina, magari non lo farei.

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Quanto conta un allenatore in questa categoria? Ad esempio, in seria A dicono il 10-15%…
Secondo me, un allenatore conta in tutte le categorie se fa un buon lavoro: bisogna gestire una squadra, uno spogliatoio. Un allenatore conta per dare una impronta, un gioco. Poi l’allenatore deve trovarsi in un contesto giusto. Io sono qui fortunatamente a Parabiago: una società sana, presente ma non assillante, nessuno mi ha mai detto di far giocare uno al posto di un altro, per un allenatore è importante essere tranquillo per potere gestire bene una squadra.
I non esperti danno troppa importanza all’allenatore: pensano che possa fare miracoli oppure se le cose vanno male è solo colpa dell’allenatore, è tutto un contesto che deve essere positivo, dalla società, a chi sceglie la persona giusta, adatta a quell’ambiente e anche a chi compra i giocatori.
Poi secondo me lo giudicano sempre meglio i giocatori che lo hanno avuto, di tutti i miei allenatori passati posso dire quello è ok e quello no… I giocatori sanno come ha lavorato l’allenatore…
Fuori guardano solo il risultato e basta, chiaro si guarda il risultato, ma la mentalità italiana è così… l’unico che non ha questa mentalità è Arrigo Sacchi ma non lo ascoltano molto, Arrigo Sacchi, invece, ha una mentalità diversa… far gioco…

I giovani: in squadra hai in rosa 95-96-98-99 e si allenano con te alcuni 2000… credi nei giovani dunque? Altre squadre hanno molto meno giovani in rosa, come è il mix “esperti” e “giovani”?
A parte il fatto che devono giocare, bisogna per forza crederci perché se due sono obbligatori, non devi averne solo due, devi averne dietro altri, e magari ancora più giovani per poterli crescere per le eventuali annate successive. Dall’anno scorso, assieme al DS Francesco Di Bello, e quest’anno, oltre al DS, anche con il Mister della Juniores Andrea Tunesi, guardo i ragazzi della Juniores e ogni tanto li facciamo venire ad allenare con la Prima Squadra e, di solito, il giovedì facciamo l’amichevole con loro. Abbiamo cercato di porre l’attenzione su tutti, anche molto più giovani, non solo i 95-96, 97-98 e quando vengono ad allenarsi con noi, vedo poi dei miglioramenti perché quando ti alleni con i più grandi migliori. Spesso i giovani non lo capiscono, alcuni preferiscono restare con quelli della stessa età, così non “rischiano niente”: se non ti confronti con gli adulti, non cresci, quindi, per quello che io ci credo, devi prenderli e farli allenare con i più grandi, magari poi c’è la possibilità di giocare qualche partita… sicuramente crescono…

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Non pensi che i giocatori “giovani” in Prima Categoria e in Seconda Categoria siano già “vecchi”? Mentre in Promozione ed Eccellenza ci sono le “quote” per i “giovani”?
Io questa regola dei giovani non la farei, in nessuna categoria, non perché non voglio far giocare i giovani. Se un giovane vale gioca, quando ero giovane se valevo giocavo, quindi non capisco perché devono mettere questa regola, se un giovane è bravo viene fuori e gioca comunque e deve capire anche che gioca non solo per la regola ma perché si è conquistato il posto. Poi c’è anche il rischio che quando passano l’età li lasciano a casa perché non hanno più bisogno e ne prendono uno più giovane, e allora cosa è servito?
Non è servito a niente, quindi bisogna fare crescere i giovani nella concorrenza anche con i “vecchi”… se uno è bravo poi arriva, come è sempre stato.

Quale è il rapporto con gli “esperti” della squadra, tipo Gianmaria Sacchi?
Un rapporto buono, tranquillo e di stima reciproca, cerco di capire le loro esigenze, cerco di aiutarli, cerco di far capire a loro di aiutare i giovani. Loro sono un bene, perché possono aiutare me, la squadra, i ragazzi più giovani: è un gruppo sano… quando ci sono degli “esperti” sani il gruppo ci guadagna, se c’è un “vecchio” non tanto a posto che insulta e basta i giovani, non seve a niente, però in questi due anni non ho mai avuti, gli avrei eventualmente eliminati.

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Quando hai capito quest’anno che avevi una squadra da alta classifica?
Sicuramente già dall’estate scorsa pensavo che la squadra fosse buona, però non era completa finché non sono arrivati altri giocatori nella sessione invernale di mercato che hanno aumentato il livello. Il livello era già buono, però con altri giocatori di livello è aumentata la concorrenza e la concorrenza ha stimolato quelli che c’erano già a dare il meglio, quindi direi da dicembre in poi anche se a gennaio abbiamo avuto una fase altalenante, ma bisognava assestare un po’ la squadra con i nuovi innesti. Da gennaio in poi ho capito che la squadra era buona, poi, infatti, abbiamo fatto un girone di ritorno migliore di quello dell’andata. Anche se il girone d’andata è stato buono, il ritorno è stato esaltante. Per definire un punto, diciamo dalla partita con l’Accademia Settimo in poi ho capito che avevo una squadra che poteva puntare in alto anche al primo posto.

Differenza tra la scorsa stagione e questa in corso, oltre i risultati?
L’anno scorso sono arrivato a novembre e sono arrivato che erano penultimi e ho dovuto ricominciare a mettere a posto un po’ le cose, poi siamo arrivato alla fine sesti. Abbiamo fatto un ottimo girone di ritorno. Quest’anno, invece, con il gruppo dell’anno scorso e con l’integrazione di nuovi giocatori abbiamo creato un nuovo gruppo… per questo sono importanti i giovani, poi c’è Gianmaria che è un esempio positivo, un giocatore della sua età che si allena come lui: si cura, ci tiene, ha passione quindi per un giovane vedere lui è solo da ammirare e prendere da esempio!

La vittoria più bella di questa stagione e la partita in cui il Parabiago ha giocato meglio?
La vittoria più bella, più emozionante è forse quella dell’andata con l’Accademia Settimo quando abbiamo vinto al 90’ 4-3 e perdevamo 3-1. Forse è stata quella più emozionante. Sotto la neve, in svantaggio… siamo riusciti a ribaltare il risultato all’ultimo…
Dove abbiamo giocato meglio, non lo so… ci sono state alcune partite dove abbiamo giocato benissimo, il 5-0 con l’Arese, con l’Oratoriana Vittuone… penso che abbiamo giocato bene molte partite, perché abbiamo avuto anche attestati di stima da parte delle gente che ha detto che il Parabiago gioca bene e per me è una soddisfazione sentire dire che il Parabiago gioca bene!
Nel turno dei play-off (il 2° turno contro il Real Vanzaghese Mantegazza NdR) nel primo tempo eravamo bloccati per la troppa tensione anche se abbiamo avuto alcune buone occasioni, mentre nel secondo tempo dopo il gol subito abbiamo giocato bene, ma soprattutto abbiamo dimostrato carattere. Oltre a giocare bene è una squadra di carattere, questo vuol dire avere tanta qualità.
Inoltre, è un bel gruppo, certo le vittorie aiutano a cimentare il gruppo, piace stare insieme, poi li senti negli spogliatoi… ogni tanto il giovedì, dopo l’allenamento, si va a mangiare la pizza… sono tutte cose che servono…

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Ci sono giocatori che quest’anno sono molto migliorati sotto la sua guida?
Penso proprio di sì, vedo alcuni giocatori che sono rimasti dall’anno scorso che sono migliorati, sia giovani che “vecchi”. Ho visto miglioramenti, perché credo, non per darmi dei meriti, che il giocatore, oltre ad essere istintivo, deve fare determinate cose e in determinate situazioni sa cosa deve fare e prende più fiducia, e io certe cose cerco di darle, situazioni specifiche, palle da fermo, ecc… dando indicazioni sui movimenti, sulla giocata… quando poi in partita riesci a farlo, prendi fiducia, ti senti a tuo agio e giochi anche meglio, e molti, secondo me, sono migliorati.

A chi ti ispiri come allenatore?
Sono un estimatore di Arrigo Sacchi, è il mio idolo e sicuramente Arrigo Sacchi ha cambiato il calcio italiano, non l’ho mai avuto come allenatore, però ha fatto la storia del calcio italiano: una volta si giocava in un modo, poi dal Milan di Sacchi in poi in Italia si gioca in un altro modo anche in queste categorie.
Poi ho avuto la fortuna di avere degli allenatori che mi hanno aiutato a capire quello che faceva Arrigo Sacchi, allenatori in serie C meno famosi, però si erano ispirati a Sacchi, quindi diciamo che il capostipite è Arrigo Sacchi poi tutti i vari seguaci…
Ora Sarri identifica il gioco del calcio: una squadra organizzata, una squadra che fa determinati movimenti, ma è anche vero che poi lui può farlo perché gli è stato concesso dalla società perché so che lui ad agosto, non fa fare tutte le amichevoli in giro per il mondo, fa fare la preparazione come una volta: fai determinati allenamenti, provi determinate cose a livello tattico, insomma quello dovrebbe essere il calcio. Oggi prevale l’aspetto economico e vanno a fare le amichevoli in giro per il mondo e non è una preparazione vera.

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Come vedi il movimento calcio, dal lato allenatore, con l’Italia esclusa dai mondiali?
La nazionale è purtroppo una nota dolente, però è il discorso di prima, non possono pensare che Mancini risolva tutto, può essere il più bravo allenatore del mondo, ma non può risolvere tutto se non c’è la base, il sistema del settore giovanile, la riduzione degli stranieri. Se guardi le grandi squadre, gli attaccanti sono tutti stranieri, come fanno a fare esperienza i giocatori italiani se non giocano nelle grandi squadre? Finché non c’è un sistema che migliora e incentiva il giocatore italiano, la nazionale farà queste figure. Nelle giovanili delle grandi squadre ci sono già tanti stranieri. Poi non possiamo pretendere che l’allenatore possa inventarsi i giocatori. Far crescere di più gli italiani, andando a prenderli anche nelle serie minori…

Cosa vuol fare da “grande” Mister Rocco Crippa?
Voglio portare il Parabiago in alto, più in alto possibile. Qui mi trovo bene, sono contento di star qui, mi piacerebbe che andasse più su e ci fosse sempre al “Libero Ferrario” l’entusiasmo e tanta gente come domenica (il 2° turno di play-off contro il Real Vanzaghese Mantegazza NdR)… Parabiago è una città grande  e non c’è solo il rugby, c’è anche il calcio!

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Ringraziamo Mister Rocco Crippa per questa bellissima e interessante chiacchierata e speriamo di vederlo ancora esultare assieme ai “suoi ragazzi” in mezzo al campo!

M.A.

 

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1^Squadra cronaca 27^ giornata

Campionato girone N  27^ Giornata
F.C. Parabiago – Oratoriana Vittuone : 4 – 2

«FILOTTO»

Si torna a giocare nel nostro “Libero Ferrario” per la 27° giornata di campionato (12° di ritorno) dopo la pausa del week end scorso per le festività Pasquali.

La squadra di Mister Rocco Crippa arriva a questo incontro dopo ben 7 vittore consecutive ed un girone di ritorno veramente esaltante: 26 punti fatti su 33 disponibili, 25 reti realizzate contro le sole 7 subite…

La squadra ospite di questa giornata è l’Oratoriana Vittuone: squadra in buona forma, con una scalata in classifica, nel girone di ritorno, dal 15 esimo posto all’11 esimo, e che ha “fame” di punti per non entrare nella “lotteria” dei play-out.

Le premesse per vedere una bella partita e combattuta ci sono tutte: anche grazie ad una bellissima giornata di sole e un campo, come al solito, in perfette condizioni.

Primo tempo

La partita inizia con un buon ritmo offensivo per il Parabiago: la prima azione è costruita sulla sinistra del nostro attacco che porta Fogagnolo ad un passo dalla conclusione vincente, occasione sventata dal fulmineo recupero della difesa avversaria.

La prima vera conclusione della partita è del nostro Capitan Minoggio che tira in porta, senza impensierire però l’estremo difensore avversario, dopo essere rientrato dalla destra.

L’Oratoriana Vittuone non sta a guardare e prima, su rinvio corto da calcio d’angolo trova un bel tiro che impegna il nostro portiere Rattà, e poi al 14° trova il gol del vantaggio: sfruttando la confusione difensiva che contraddistingue la difesa granata in questi primi minuti di gara, si trovano due giocatori avversari contro solo un nostro difensore, ed è un gioco da ragazzi avere la meglio ed insaccare.

Il gol subito ci dà la carica per cominciare ad impossessarci della partita, con molte azioni ma poca precisione al tiro finale.

Alla mezz’ora è ancora l’Oratoriana Vittuone a sfiorare il gol del raddoppio su contropiede ben orchestrato, il tiro ad incrociare sfiora il secondo palo.

I ragazzi granata capiscono che bisogna aumentare i ritmi di gioco per cercare il gol del pareggio, giocando anche un po’ di più sulle fasce esterne dove iniziano a spiovere cross importanti, ed in uno di questi dalla destra, al 41°, è bomber Sacchi che trova l’incornata vincente per l’1-1.

Si va al meritato riposo per i giocatori con il risultato di 1-1.

Secondo Tempo

L’Oratoriana Vittuone rientra in campo con un buon piglio e subito nei primi minuti conquista un calcio di rigore, che il numero 10 realizza spiazzando il nostro Rattà.

Mister Rocco Crippa corre subito ai ripari e al 55° entra l’attaccante Diego Maddestra per il difensore Igor La Greca.

Il gol del pareggio non si fa attendere molto: una bella palla centrale di Rizzo libera Sacchi davanti al portiere che insacca con freddezza e precisione.

L’Oratortiana Vittuone risente del gol subito e il Parabiago capisce che può fare sua l’intera posta in gioca.

La tripletta per Bomber Sacchi arriva dopo 2 minuti: rimessa laterale battuta velocemente, trova Sacchi al di là di tutti (ricordiamo che da regolamento nelle rimesse laterali non c’è fuorigioco) che aggancia perfettamente, e non era facile, e con un gran tiro al volo gonfia la rete!

Per Gianmaria Sacchi è 27 esimo gol di questo campionato! Non abbiamo più aggettivi per descriverlo!

L’Oratoriana Vittuone ha ancora un sussulto d’orgoglio e su calcio piazzato, la difesa del Parabiago perde l’attaccante a centro area, ma la sua girata per nostra fortuna è fuori di poco.

Risponde ancora bomber Sacchi con un tiro a giro che si stampa sulla traversa, sfiorata l’occasione di chiudere la partita.

Occasione, però, che si ripresenta pochi minuti dopo, Rizzo si defila sulla sinistra e serve Maddestra completamente smarcato a centro area che non può fare altro che segnare per chiudere definitivamente la partita.

Finisce con un bel 4-2 per il Parabiago e l’ottava vittoria di fila…

Commento Finale

Una partita che il Parabiago ha voluto fare sua in tutti i modi contro un’ottima Oratoriana Vittuone, a cui, per come ci ha affrontato, auguriamo il meglio per questo finale di stagione.

Rispetto alle partite precedenti c’è forse stato qualche errore di troppo, in generale, ma sicuramente si è fatto sentire il primo caldo primaverile.

Sottolineiamo anche l’ottimo acume tattico di Mister Crippa, che con i quattro cambi ha ridisegnato l’assetto della squadra, dando nuova linfa al nostro gioco.

Ora a tre giornate dalla fine i punti in palio sono ancora 9: abbiamo 4 punti di svantaggio verso la prima Accademia Settimo (che dobbiamo però ospitare fra 15 gironi in casa, ma deve recuperare in settimana una partita), mentre, grazie al concomitante pareggio della terza in classifica Real Vanzaghese Mantegazza contro il Canegrate, aumenta il nostro distacco verso, appunto, la terza forza del campionato.

Dunque, un girone tutto da seguire perché i giochi non sono ancora del tutto fatti!

Appuntamento a domenica prossima: ci aspetta una trasferta delicata e importante contro la Marcallese.

Corrispondente dal campo: Marco Di Bello
Cronaca di: M. A. 

Risultati GIRONE  
parabiago-calcio-prima-squadra-risultati-27-giornata 

Classifica

 

 


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1^ Squadra festività Natalizie

«VACANZE BREVI  »

Programma del periodo natalizio per la prima squadra

La Prima squadra ha chiuso il girone di andata con buoni risultati, rimanendo sempre nei primi posti di classifica, nonostante il generoso rendimento in queste vacanze natalizie mister Rocco Crippa terrà alta la concentrazione della squadra.

Oggi, giovedì 21 dicembre, ci sarà l’ultima seduta di allenamenti, mentre sabato 23 è in programma un test amichevole contro la formazione Juniores del  A.C. Legnano.
Fischio di inizio ore 14.30 al “Libero Ferrario”

Pausa di qualche giorno per Natale e ripresa nel nuovo anno prevista per martedì 2 gennaio, da quel giorno inizierà la preparazione in vista della prossima gara di campionato, che vedrà Minoggio e compagni impegnati domenica 14 in trasferta a Magnago.

Nel frattempo è in programma un altro test amichevole,  il 7 gennaio, sempre al “Ferrario” dove arriverà la Vanzaghellese formazione che milita nel campionato di prima categoria.

G.S.