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Intervista

  1. UNA NUOVA PAGINA DEDICATA ALLE INTERVISTE

Nasce una nuova pagina dedicata alle interviste realizzate dalla nostra redazione.

Qui presentiamo e raccontiamo di calciatori e allenatori, di tutte quelle persone che lavorano quotidianamente, 7 giorni su 7! e che permettono ai ragazzi di giocare, divertirsi e crescere, ci sarà spazio anche per ascoltare i tifosi e chi ha onorato storicamente la maglia granata. 

Una rubrica da non perdere !  

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G.S.

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Intervista

ALBERTO LONGONI:

«OBIETTIVO CRESCITA DEI RAGAZZI »


Anche se la stagione calcistica 2018/2019 ufficialmente non è ancora iniziata, per il Football Club Parabiago, invece, “dietro le quinte” è già stata impostata da qualche mese.

Infatti, durante la festa di presentazione del nome della nostra mascotte Paragallo, avvenuta a fine aprile, nel breve discorso del nostro Presidente Stefano Tunesi, aveva annunciato, in un suo passaggio, alcune novità per quanto riguarda l’inserimento di nuove figure dirigenziali per il settore giovanile, molto esperte e di grosso “spessore”.
Chiaramente, questo non vuol dire un “cambio” di dirigenti, anzi… Verranno aggiunti altri dirigenti per migliorare la qualità del Settore Giovanile, ma, soprattutto, sono stati confermati tutti quelli attuali per l’ottimo lavoro svolto negli ultimi due anni.

Durante l’anno calcistico citiamo, presentiamo e raccontiamo di calciatori e allenatori: ora è il momento di far conoscere al nostro pubblico, quelle figure importantissime che lavorano quotidianamente, 7 giorni su 7!, che permettono ai ragazzi di giocare, divertirsi e crescere dal lato “umano” con il calcio.

Oggi è il giorno di Alberto Longoni, Responsabile del Settore Giovanile non Agonistico, ruolo chiave per una società di calcio: da qui si “gettano le basi” per i “giovani calciatori” di domani.

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Alberto Longoni è Laureato in Scienze dell’Educazione, dunque con una formazione ben precisa e “ad hoc” per il ruolo che ricopre: una preparazione con obiettivi e competenze specifiche, una garanzia delle conoscenze e padronanza delle problematiche educative.

Nonostante la sua giovane età, 35 anni, ha già alle spalle una vasta esperienza con numerose “stagioni” alle spalle.

Ha iniziato giovanissimo ad allenare, tra i 17-18 anni, come secondo di una squadra di “Esordienti” ad Inveruno, per poi passare a metà stagione come allenatore di una squadra di “piccolini”. Ha poi allenato fino all’età di circa 26 anni.

Mentre era allenatore, il Direttore Sportivo di allora dell’Inveruno, gli chiese di aiutarlo nell’organizzazione delle squadre, degli allenamenti, nella ricerca delle amichevoli e di aiutarlo nei tornei, ruolo che ha poi ricoperto ufficialmente quando il DS lasciò l’Inveruno. Poi, 4 anni fa, è passato all’Arconatese e per due anni ha ricoperto il ruolo di Responsabile Organizzativo del Settore non Agonistico, ed infine, dalla stagione 2016/2017 è al Parabiago.

Oltre, ad essere il Responsabile del Settore non Agonistico, Alberto, visto la sua esperienza, si occupa anche dell’Organizzazione e dà una mano alla Segreteria.

Essere Responsabile del Settore non Agonistico, chiamata Anche Attività di Base, vuol dire occuparsi, nella nuova stagione, delle squadre che vanno dall’anno di nascita 2013 (Piccoli Amci), fino all’anno 2006 (Esordienti Secondo Anno): dunque, anni “calcistici” importanti per il “futuro” dei ragazzi, sia a livello calcistico, ma soprattutto a livello “umano”.

Infatti, le finalità della attività di base, secondo la FIGC sono le seguenti:Durante il periodo dell’attività di base, dai 5 ai 12 anni, diverse infatti sono le finalità che devono essere perseguite, tenendo conto che il calcio è uno strumento educativo a carattere polivalente. In altre parole, attraverso il calcio i bambini cresceranno sia sul piano tecnico-coordinativo, sia su quello delle relazioni sociali e dello sviluppo psicologico, senza trascurare la formazione specifica che gli consente in seguito di praticare il calcio in ambiti agonistici veri e propri.

Intervistiamo Alberto, durante un torneo di bambini, dunque sul campo e non dietro una scrivania.

Dal tuo curriculum, vediamo che ti sei sempre occupato, sia come allenatore e poi come dirigente, dell’attività di base.

Si, solo attività di base, nel settore agonistico “mi perdo”, non ho avuto esperienze dirette.

Dunque, un “esperto” dell’attività di base?

Essendo Laureato in Scienze dell’Educazione sono uno “specialista” nella crescita dei ragazzi. La crescita del ragazzo deve essere attenta a mille particolari, alla loro gestione basata sulle emozioni, sui ricordi su quello che provoca l’emozione in generale quello che puoi insegnarli nel modo più diretto emozionalmente parlando, è forte la volontà di imitare gli adulti, per questo è fondamentale l’educazione nel settore giovanile, soprattutto il rispetto delle regole, per questo io conto tantissimo sulle regole e vorrei appunto che ci si indirizzasse verso questo aspetto: delle regole da parte di tutti, soprattutto degli allenatori, perché i “futuri calciatori” che partecipano alla attività di base devono avere un riscontro positivo davanti per una buona crescita.

Il Football Club Parabiago dunque punta molto sulla crescita tecnica calcistica del ragazzo, ma soprattutto dell’uomo/ragazzo?

Questo deve essere la prima cosa, noi ci dobbiamo centralizzare il lavoro sulla crescita della persona, il Parabiago fa parte di una società e il calcio deve essere parte integrante della vita quotidiana, quindi nel futuro dovranno essere atleti e quindi ci dobbiamo concentrare sull’educazione, sulle attività di abilità coordinative e motorie perché il bambino deve crescere in modo completo, sotto il punto di vista atletico quindi deve riuscire ad imparare a correre in un certo modo e a stare alle regole in un certo modo, questo è il complesso di sinergie. Per le abilità coordinative e motorie, ci avvaliamo della preziosa collaborazione di Nicola Negri che è, appunto, il coordinatore motorio del settore non agonistico. Nicola va sul campo una volta alla settimana per ogni gruppo per fare percorsi specifici e propedeutici per la costruzione della motricità equilibrata di ogni bambino.

Perché un ragazzo deve scegliere il Football Club Parabiago?

Un ragazzo deve scegliere Parabiago perché vuole stare in un ambiente sano, può imparare a stare insieme ad altri bambini, vuol vivere all’aperto e vuole avvicinarsi al mondo del pallone in maniera tranquilla e non “stressata”.
Inoltre, qui il bambino ha una programmazione ben chiara fin dall’inizio, fin da quando arriva.
Infine, il Parabiago, cosa fondamentale, mette al centro dell’attività il ragazzo piuttosto che guardare la “classifica virtuale” (in questa età dalle norme federali non esistono classifiche ufficiali), dunque è meglio scegliere una squadra che ti insegna a giocare a calcio, ti insegna a stare in campo e con un gruppo dal punto di vista umano, piuttosto che cercare solo di farlo “vincere” o l’agonismo in un settore non agonistico: questo è contro i nostri valori, poi è logico che gli istruttori “insegnano” anche che la partita bisogna vincerla, si va in campo anche per questo.

Ci sono altri motivi per iscrivere un bambino al Football Club Parabiago?

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Sicuramente, oggi il fiore all’occhiello è il Centro Sportivo, con campo in erba sintetica di ultima generazione, spogliatoi rinnovati e perché no, una tribuna comoda e coperta, cosa non scontata su altri campi, per i genitori che assistono alle partitelle dei propri figli.
Vorrei, soffermarmi brevemente sui nostri istruttori. Ho un team di istruttori con tanta volontà di stare con i ragazzi, inoltre li seguiamo nelle loro attività proponendo anche una formazione continua, molto importante per le fasce d’età che hanno a che fare. Infine, molti sono di Parabiago…

Può crescere un ragazzo fino ad arrivare alla Prima Squadra?

Sarebbe bello che un bambino che nasce, cresce e vive nel Parabiago possa un giorno arrivare fino a lì: il nostro lavoro è fatto per questo motivo, si vorrebbe far arrivare il ragazzo in Prima Squadra.
“Coltivare” in casa il futuro calciatore della Prima Squadra può essere motivo d’orgoglio per la società e per le persone che lavorano nella società, inoltre è positivo a livello di immagine e a livello di città …

Una dichiarazione conclusiva a questa breve intervista?

Sono qui a completa disposizione per chi vuole informazioni sulle nostre attività: venendo a trovarci ci si può subito rendere conto dell’ambiente e delle attività sportive proposte.

Se vuoi anche tu entrare in contatto con il Settore Giovanile non Agonistico (Attività di Base) puoi contattare Alberto Longoni al numero 342-082-0226, oppure inviare un e-mail a: segreteria@fcparabiago.com 

M.A.

 

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STAGIONE 2017/2018

«UN OTTIMA STAGIONE !  »

La stagione sportiva appena conclusa è senza dubbio stata ricca di grandi novità per il Parabiago Football Club.

Una stagione dove allo storico “Libero Ferrario” si sono inaugurati i nuovi campi in erba sintetica, rinnovati spogliatoi e servizi, una stagione dove siamo cresciuti, il settore giovanile può contare sulla affiliazione con la Academy Cagliari, una stagione dove abbiamo visto i “piccoli” divertirsi e i “grandi” lottare per la prestigiosa e blasonata maglia granata…..

Questo è solo l’ inizio…..

“Erba nuova” al Parabiago Football Club.

Siamo già al lavoro per garantirvi una stagione ancora più entusiasmante ! 

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Torneo del Gallo 2018

«CHE NUMERI ! »

Con gli incontri finali di Domenica si è concluso l’edizione 2018 del Torneo del Gallo organizzato dalla nostra direzione sportiva.

Alcuni numeri di questa edizione:

– 101 Partite giocate sul sintetico centrale.

–   53 Società partecipanti

–   27 Giorni di eventi al Libero Ferrario

Dandovi appuntamento per la prossima edizione, è doveroso ringraziare, tutte le squadre che hanno partecipato, chi giornalmente si è occupato della organizzazione, il sevizio di bar e ristoro e per finire i tanti spettatori visti in tribuna.

Un arrivderci per l’edizione 2019 !

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5 X 1000

SCEGLI DI SOSTENERE IL PARABIAGO F.C.

Con la prossima Dichiarazione dei redditi sarà possibile donare il 5 X 1000 alla nostra associazione sportiva e quindi sostenere le attività rivolte ai nostri atleti.

Sarà sufficiente apporre la propria firma completa di codice fiscale della nostra società nella sezione ” Scelta del dichiarante per la destinazione del 5 X 1000″, dedicata al sostegno delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’ art.10, c 1 lett a), e contribuire così a sostenere attivamente il Parabiago Football Club .

A.S.D. F.C. Parabiago – C.F. 07486410967

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Perché giocare con noi

FOOTBALL CLUB PARABIAGO: IL CALCIO A MISURA DEI RAGAZZI!

1. SQUADRA DELLA CITTA’: GIOCARE IN UNA SQUADRA CON IL NOME DI UNA CITTA’!
2. STORIA: IL FOOTBALL CLUB PARABIAGO E’ UNA SQUADRA CON UNA STORIA DI BEN 75 ANNI!
3. STADIO: GIOCARE IN UN VERO STADIO CON CAMPO DA CALCIO IN ERBA ARTIFICIALE DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE E TRIBUNA COMODA E COPERTA
4. IMPIANTI SPORTIVI: 2 IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI: 3 CAMPI DA CALCIO A 11, 3 CAMPI A 5-7 (ERBA O ARTIFICIALE), SPOGLIATOI NUOVI E CONFORTEVOLI
5. GIOVANI: FORTISSIMO IMPEGNO PER IL SETTORE GIOVANILE
6. FIGURE: DIRIGENTI DI PROVATA ESPERIENZA DEDICATI ESCLUSIVAMENTE AL SETTORE GIOVANILE
7. ALLENATORI: TEAM DI ISTRUTTORI QUALIFICATI E LAUREANDI IN SCIENZE MOTORIE
8. CONTINUITA’: DAI PICCOLI AMICI, PASSANDO POI AI PRIMI CALCI, PULCINI, ESORDIENTI, GIOVANISSIMI, ALLIEVI, JUNIORES… FINO ALLA PRIMA SQUADRA!
9. COMUNICAZIONE: SITO E SOCIAL NETWORK CON TANTISSIME INFORMAZIONI E FOTOGRAFIE SU TUTTE LE SQUADRE!
10. SANI PRINCIPI: AMICIZIA, LEALTA’, RISPETTO DELLE REGOLE, DIVERTIMENTO, IMPEGNO, SALUTE, SOCIALIZZAZIONE, ATTIVITA’ FISICA… IL “RAGAZZO” AL CENTRO DEL PROGETTO!
11. RICONOSCIMENTI: “CENTRO CALCISTICO DI BASE” DELLA DELEGAZIONE DI LEGNANO RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE DALLA LEGA NAZIONALI DILETTANTI

FOOTBALL CLUB PARABIAGO: IL CALCIO A MISURA DEI RAGAZZI!

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Chiedi informazioni! Siamo a tua completa disposizione per farti conoscere il mondo del Football Club Parabiago oppure vieni a trovarci per renderti conto dell’ambiente, delle attività sportive e, soprattutto, per conoscere la nostra grande passione per il calcio!

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1^ Squadra PLAY OFF

« TUTTO IN UNA NOTTE »

Dopo appena 72 ore dal match di andata, si gioca subito la partita di ritorno del 3° turno di play-off per i granata di Mister Crippa.

Dopo la vittoria pirotecnica della compagine con il galletto sul petto, si va a Vigevano per decretare la squadra che deve andare avanti al 4° turno.

Lo stadio che ospita questa emozionante sfida, è lo storico Stadio Comunale Dante Merlo di Vigevano (capace di ben 2200 posti).

Il Parabiago si presenta a questa sfida con alcune certezze e altrettante incognite…

La certezza è il “piccolo” vantaggio per la vittoria di misura (2-1), contro l’arcigna difesa del Vigevano Calcio 1921…

L’altra certezza, è il carattere, la voglia, l’umiltà del gruppo e la capacità nei cambiamenti di modulo di Mister Crippa.

Tra le incognite, c’è il gol fatto in trasferta dal nostro avversario, infatti il regolamento recita:

“Al termine delle gare di ritorno, risulterà vincente la squadra che nei due incontri avrà totalizzato il maggior numero di punti; in caso di parità quella che avrà segnato il maggior numero di reti. Qualora risultasse parità nelle reti segnate, sarà dichiarata vincente la squadra che avrà segnato il maggior numero di reti in trasferta; (VALORE DOPPIO delle RETI SEGNATE in TRASFERTA). Persistendo il risultato di parità, per determinare la vincente si darà luogo alla effettuazione di 2 tempi supplementari di 15’ ciascuno e, ove persista il risultato di parità, verranno tirati i calci di rigore in base alle norme vigenti.”

L’altra incognita è la probabile assenza del nostro capocannoniere Gianmaria Sacchi, non disponibile.

Dunque, considerando il valore delle due squadre, la partita è aperta ad ogni pronostico con la probabilità di passaggio del turno equamente diviso in 50% ciascuno.

Appuntamento mercoledì 23 maggio, ore 20.30 – Stadio Comunale Dante Merlo – Viale Montegrappa, 24 – Vigevano (PV).

Naturalmente, i ragazzi granata hanno bisogno del sostegno di tutti i propri tifosi!

STADIO “DANTE MERLO “

 Viale Montegrappa , 24  Vigevano (PV)

 

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Torneo del gallo

« FINALI SPETTACOLO »

Giornata finale del Torneo del Gallo per quanto riguarda la categoria Giovanissimi anno 2004

Sabato sera sul centrale del “Ferrario”  Parabiago, Lombardia Uno, Legnano e Arluno si sono date appuntamento per disputare  la fase finale del Torneo  ben organizzato dal direttore sportivo Alberto Longoni.

Si è iniziato con la “finalina” che metteva in palio il terzo posto, sul campo i padroni di casa del Parabiago opposti alla formazione milanese della Lombardia Uno.

Ne è venuta fuori una bella partita molta combattuta da entrambe le parti con i ragazzi in granata guidati da Mister Villa che sono riusciti a recuperare lo svantaggio iniziale ed arrivare alla fine dei minuti regolamentari in perfetta parità.

Come da regolamento del torneo si è subito passati alla “lotteria” dei calci di rigore dove i Galletti Granata hanno avuto la meglio su gli avversari mettendo a segno tutti i cinque tiri dal dischetto contro i quattro realizzati dalla Lombardia Uno. 

Terzo posto conquistato dal Parabiago ed onore a un avversario di valore euguale .

Spettacolare anche la finalissima andata in scena subito dopo dove ad affrontarsi erano i lilla del Legnano contro i bianco blu del Arluno calcio.

Partita che come tutte le finali ha riservato grandi emozioni, si inizia con il Legnano che si vede parare dal estremo difensore Arlunese un rigore decretato dal direttore di gara, errore subito dimenticato con i Lilla che subito dopo si portano in vantaggio.

Ma come accennato la partita entra nel pieno dello spettacolo quando l’Arluno riesce ad agguantare il pareggio e sullo scadere dei minuti finali realizza la seconda rete, marcatura che porta gli Arlunesi a vincere la partita e ad alzare la coppa. 

G.S.     

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Intervista

« MISTER CRIPPA: I RISULTATI ATTRAVERSO IL BEL GIOCO »

Nelle cronache della domenica che pubblichiamo sul sito, decantiamo le gesta e le azioni dei nostri giocatori granata, ma “dietro” ai protagonisti del rettangolo di gioco, c’è sempre un lavoro “oscuro” ma importantissimo di uno staff tecnico.

Sappiamo che il condottiero di questo staff, ovvero l’allenatore di questa squadra, è Mister Rocco Crippa, dove ogni domenica lascia i riflettori della “gloria” ai suoi ragazzi.

Come sa, chi ama e segue il calcio, il lavoro del Mister è importantissimo per arrivare ad alti obiettivi, dunque abbiamo deciso di far conoscere, a tutti i nostri lettori, chi è Mister Rocco Crippa, scambiando una lunga chiacchierata con lui.

Durante le partite, lo vediamo sempre in piedi nell’”area tecnica”, parco di indicazioni ai suoi ragazzi. Allenatore intelligente e perspicace, capace di cambiare modulo tattico in corsa, come bravo nel capire il momento giusto per “i cambi” (cosa non da poco, anzi!).

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Ci accoglie dopo l’allenamento e la prima cosa che ci “balza all’occhio” oltre alla gentilezza e cortesia, è la sua immensa modestia e pacatezza.

Rocco Crippa, 51 anni, lunghissima carriera da giocatore professionista fino a 41 anni (difensore centrale e per qualche anno centrocampista davanti alla difesa) e da pochi anni allenatore.

Come giocatore ha iniziato nelle giovanili del Milan, per poi passare al Sant’Angelo Lodigiano in serie D, poi Pavia C2, 9 anni Fiorenzuola con 3 anni di serie D, 3 anni di C2 e 3 anni di C1 (perdendo, purtroppo, uno spareggio per andare in serie B), poi 4 anni a Brescello in C1, un anno a Lumezzane in C1, un anno a San Marino in C2, poi ritornato ancora a Pavia in C2 e C1, 2 anni a Casteggio in serie D, un anno in Promozione a Sant’Angelo Lodigiano, per finire a 41 anni a Cinisello.

Curriculum, invece, breve come allenatore: ha iniziato, quando giocava a Pavia (a circa 35-36 anni), allenando la Beretti del Pavia, per poi smettere di allenare, tornando solo a giocare, e riprendendo a 42 anni. Ha allenato (non tutti gli anni, fermandosi per motivi familiari, ovvero la nascita della figlia) in Eccellenza, la Valle Salimbene vicino a Pavia, in Promozione a Sedriano, il settore giovanile a Cinisello e Aldini.

Dunque, un curriculum prestigioso e di tutto riguardo: moltissima esperienza, passando per varie “epoche e mode calcistiche”.

Visto che eri un difensore, sono cambiati i difensori rispetto all’epoca in cui giocavi?
Sono nato nell’epoca in cui si giocava a “uomo”, quindi, mi ricordo che all’inizio dovevo marcare a “uomo” l’attaccante, poi il calcio è cambiato, si è passati alla “zona”. Adesso, rispetto ad una volta, secondo me, i difensori sono meno bravi nella marcatura a “uomo”, nel senso che a volte vedo fare degli errori, anche grossolani, che se avessero avuto delle basi nella marcatura a “uomo” non farebbero. A volte gli attaccanti vanno via ai difensori perché non sono più abituati, appunto, alla marcatura a “uomo”, ogni tanto servirebbe fare un ripasso del passato…
Chiaramente adesso è meglio, perché il difensore che gioca a “zona”, gioca anche la palla, prima dovevi solo marcare il tuo uomo.

Dunque, i tuoi difensori della rosa sono “sotto la lente”?
(Ride… aprendo il suo cuore quando si parla dei “suoi” ragazzi NdR)… Un po’ sì, ogni tanto lo faccio presente… adesso un po’ meno… (altra risata NdR)… perché stanno subendo meno gol…
Ogni tanto “me la prendo” con i difensori perché ero difensore, però “me la prendo” perché cerco di migliorarli, di fargli capire gli errori che fanno…

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Ti vediamo sempre tranquillo in panchina mentre dai indicazioni ai tuoi giocatori, è il tuo carattere?
Tranquillo??? Nooo, ogni tanto mi arrabbio, forse non si vede… sembro tranquillo, ma quando c’è qualcosa da dire urlo.
Non riesco a star seduto, quello sì, mi vedete sempre in piedi, magari non sono un esagitato però quando c’è bisogno della “strigliata” al giocatore, la faccio.

Gianmaria Sacchi, nella sua intervista, ti ha definito “allenatore di almeno due categorie superiori”, ti senti tale?
Non lo so… (e qui traspare la sua immensa modestia e umiltà Ndr)… lo dirà il tempo se valgo di più o meno. Oggi, sono contento di fare qui l’allenatore: si possono fare bene le cose anche in Seconda Categoria, se poi riusciamo andare su ancora meglio.

Notiamo che durante le partite cambi modulo tattico, anche in corso
Cerco di adattare i giocatori al modulo, non ho un mio modulo fisso: nella mia breve carriera da allenatore ho fatto tanti moduli.
Se un giocatore gioca nel suo ruolo, rende meglio e, anche in corsa, è possibile cambiare se hai in panchina i giocatori “giusti” per poter cambiare il modulo. Fortunatamente, soprattutto nel girone di ritorno, spesso ho giocatori in panchina di valore e a volte, quando devo fare la formazione, è difficile perché ci sono giocatori più o meno dello stesso valore e magari partono dalla panchina. Però so che in ogni momento qualsiasi posso cambiare e metterli dentro e hanno lo stesso rendimento di chi parte titolare.
Non mi piace parlare dei singoli, però ho due portieri che hanno lo stesso valore e spesso gli ho alternati, anche se il portiere è un ruolo particolare che deve avere più continuità, però hanno lo stesso valore e lo stesso rendimento. Quando hai la fortuna di avere giocatori dello stesso valore, puoi anche permetterti di cambiare modulo in corsa, se non avessi tanti giocatori in panchina, magari non lo farei.

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Quanto conta un allenatore in questa categoria? Ad esempio, in seria A dicono il 10-15%…
Secondo me, un allenatore conta in tutte le categorie se fa un buon lavoro: bisogna gestire una squadra, uno spogliatoio. Un allenatore conta per dare una impronta, un gioco. Poi l’allenatore deve trovarsi in un contesto giusto. Io sono qui fortunatamente a Parabiago: una società sana, presente ma non assillante, nessuno mi ha mai detto di far giocare uno al posto di un altro, per un allenatore è importante essere tranquillo per potere gestire bene una squadra.
I non esperti danno troppa importanza all’allenatore: pensano che possa fare miracoli oppure se le cose vanno male è solo colpa dell’allenatore, è tutto un contesto che deve essere positivo, dalla società, a chi sceglie la persona giusta, adatta a quell’ambiente e anche a chi compra i giocatori.
Poi secondo me lo giudicano sempre meglio i giocatori che lo hanno avuto, di tutti i miei allenatori passati posso dire quello è ok e quello no… I giocatori sanno come ha lavorato l’allenatore…
Fuori guardano solo il risultato e basta, chiaro si guarda il risultato, ma la mentalità italiana è così… l’unico che non ha questa mentalità è Arrigo Sacchi ma non lo ascoltano molto, Arrigo Sacchi, invece, ha una mentalità diversa… far gioco…

I giovani: in squadra hai in rosa 95-96-98-99 e si allenano con te alcuni 2000… credi nei giovani dunque? Altre squadre hanno molto meno giovani in rosa, come è il mix “esperti” e “giovani”?
A parte il fatto che devono giocare, bisogna per forza crederci perché se due sono obbligatori, non devi averne solo due, devi averne dietro altri, e magari ancora più giovani per poterli crescere per le eventuali annate successive. Dall’anno scorso, assieme al DS Francesco Di Bello, e quest’anno, oltre al DS, anche con il Mister della Juniores Andrea Tunesi, guardo i ragazzi della Juniores e ogni tanto li facciamo venire ad allenare con la Prima Squadra e, di solito, il giovedì facciamo l’amichevole con loro. Abbiamo cercato di porre l’attenzione su tutti, anche molto più giovani, non solo i 95-96, 97-98 e quando vengono ad allenarsi con noi, vedo poi dei miglioramenti perché quando ti alleni con i più grandi migliori. Spesso i giovani non lo capiscono, alcuni preferiscono restare con quelli della stessa età, così non “rischiano niente”: se non ti confronti con gli adulti, non cresci, quindi, per quello che io ci credo, devi prenderli e farli allenare con i più grandi, magari poi c’è la possibilità di giocare qualche partita… sicuramente crescono…

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Non pensi che i giocatori “giovani” in Prima Categoria e in Seconda Categoria siano già “vecchi”? Mentre in Promozione ed Eccellenza ci sono le “quote” per i “giovani”?
Io questa regola dei giovani non la farei, in nessuna categoria, non perché non voglio far giocare i giovani. Se un giovane vale gioca, quando ero giovane se valevo giocavo, quindi non capisco perché devono mettere questa regola, se un giovane è bravo viene fuori e gioca comunque e deve capire anche che gioca non solo per la regola ma perché si è conquistato il posto. Poi c’è anche il rischio che quando passano l’età li lasciano a casa perché non hanno più bisogno e ne prendono uno più giovane, e allora cosa è servito?
Non è servito a niente, quindi bisogna fare crescere i giovani nella concorrenza anche con i “vecchi”… se uno è bravo poi arriva, come è sempre stato.

Quale è il rapporto con gli “esperti” della squadra, tipo Gianmaria Sacchi?
Un rapporto buono, tranquillo e di stima reciproca, cerco di capire le loro esigenze, cerco di aiutarli, cerco di far capire a loro di aiutare i giovani. Loro sono un bene, perché possono aiutare me, la squadra, i ragazzi più giovani: è un gruppo sano… quando ci sono degli “esperti” sani il gruppo ci guadagna, se c’è un “vecchio” non tanto a posto che insulta e basta i giovani, non seve a niente, però in questi due anni non ho mai avuti, gli avrei eventualmente eliminati.

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Quando hai capito quest’anno che avevi una squadra da alta classifica?
Sicuramente già dall’estate scorsa pensavo che la squadra fosse buona, però non era completa finché non sono arrivati altri giocatori nella sessione invernale di mercato che hanno aumentato il livello. Il livello era già buono, però con altri giocatori di livello è aumentata la concorrenza e la concorrenza ha stimolato quelli che c’erano già a dare il meglio, quindi direi da dicembre in poi anche se a gennaio abbiamo avuto una fase altalenante, ma bisognava assestare un po’ la squadra con i nuovi innesti. Da gennaio in poi ho capito che la squadra era buona, poi, infatti, abbiamo fatto un girone di ritorno migliore di quello dell’andata. Anche se il girone d’andata è stato buono, il ritorno è stato esaltante. Per definire un punto, diciamo dalla partita con l’Accademia Settimo in poi ho capito che avevo una squadra che poteva puntare in alto anche al primo posto.

Differenza tra la scorsa stagione e questa in corso, oltre i risultati?
L’anno scorso sono arrivato a novembre e sono arrivato che erano penultimi e ho dovuto ricominciare a mettere a posto un po’ le cose, poi siamo arrivato alla fine sesti. Abbiamo fatto un ottimo girone di ritorno. Quest’anno, invece, con il gruppo dell’anno scorso e con l’integrazione di nuovi giocatori abbiamo creato un nuovo gruppo… per questo sono importanti i giovani, poi c’è Gianmaria che è un esempio positivo, un giocatore della sua età che si allena come lui: si cura, ci tiene, ha passione quindi per un giovane vedere lui è solo da ammirare e prendere da esempio!

La vittoria più bella di questa stagione e la partita in cui il Parabiago ha giocato meglio?
La vittoria più bella, più emozionante è forse quella dell’andata con l’Accademia Settimo quando abbiamo vinto al 90’ 4-3 e perdevamo 3-1. Forse è stata quella più emozionante. Sotto la neve, in svantaggio… siamo riusciti a ribaltare il risultato all’ultimo…
Dove abbiamo giocato meglio, non lo so… ci sono state alcune partite dove abbiamo giocato benissimo, il 5-0 con l’Arese, con l’Oratoriana Vittuone… penso che abbiamo giocato bene molte partite, perché abbiamo avuto anche attestati di stima da parte delle gente che ha detto che il Parabiago gioca bene e per me è una soddisfazione sentire dire che il Parabiago gioca bene!
Nel turno dei play-off (il 2° turno contro il Real Vanzaghese Mantegazza NdR) nel primo tempo eravamo bloccati per la troppa tensione anche se abbiamo avuto alcune buone occasioni, mentre nel secondo tempo dopo il gol subito abbiamo giocato bene, ma soprattutto abbiamo dimostrato carattere. Oltre a giocare bene è una squadra di carattere, questo vuol dire avere tanta qualità.
Inoltre, è un bel gruppo, certo le vittorie aiutano a cimentare il gruppo, piace stare insieme, poi li senti negli spogliatoi… ogni tanto il giovedì, dopo l’allenamento, si va a mangiare la pizza… sono tutte cose che servono…

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Ci sono giocatori che quest’anno sono molto migliorati sotto la sua guida?
Penso proprio di sì, vedo alcuni giocatori che sono rimasti dall’anno scorso che sono migliorati, sia giovani che “vecchi”. Ho visto miglioramenti, perché credo, non per darmi dei meriti, che il giocatore, oltre ad essere istintivo, deve fare determinate cose e in determinate situazioni sa cosa deve fare e prende più fiducia, e io certe cose cerco di darle, situazioni specifiche, palle da fermo, ecc… dando indicazioni sui movimenti, sulla giocata… quando poi in partita riesci a farlo, prendi fiducia, ti senti a tuo agio e giochi anche meglio, e molti, secondo me, sono migliorati.

A chi ti ispiri come allenatore?
Sono un estimatore di Arrigo Sacchi, è il mio idolo e sicuramente Arrigo Sacchi ha cambiato il calcio italiano, non l’ho mai avuto come allenatore, però ha fatto la storia del calcio italiano: una volta si giocava in un modo, poi dal Milan di Sacchi in poi in Italia si gioca in un altro modo anche in queste categorie.
Poi ho avuto la fortuna di avere degli allenatori che mi hanno aiutato a capire quello che faceva Arrigo Sacchi, allenatori in serie C meno famosi, però si erano ispirati a Sacchi, quindi diciamo che il capostipite è Arrigo Sacchi poi tutti i vari seguaci…
Ora Sarri identifica il gioco del calcio: una squadra organizzata, una squadra che fa determinati movimenti, ma è anche vero che poi lui può farlo perché gli è stato concesso dalla società perché so che lui ad agosto, non fa fare tutte le amichevoli in giro per il mondo, fa fare la preparazione come una volta: fai determinati allenamenti, provi determinate cose a livello tattico, insomma quello dovrebbe essere il calcio. Oggi prevale l’aspetto economico e vanno a fare le amichevoli in giro per il mondo e non è una preparazione vera.

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Come vedi il movimento calcio, dal lato allenatore, con l’Italia esclusa dai mondiali?
La nazionale è purtroppo una nota dolente, però è il discorso di prima, non possono pensare che Mancini risolva tutto, può essere il più bravo allenatore del mondo, ma non può risolvere tutto se non c’è la base, il sistema del settore giovanile, la riduzione degli stranieri. Se guardi le grandi squadre, gli attaccanti sono tutti stranieri, come fanno a fare esperienza i giocatori italiani se non giocano nelle grandi squadre? Finché non c’è un sistema che migliora e incentiva il giocatore italiano, la nazionale farà queste figure. Nelle giovanili delle grandi squadre ci sono già tanti stranieri. Poi non possiamo pretendere che l’allenatore possa inventarsi i giocatori. Far crescere di più gli italiani, andando a prenderli anche nelle serie minori…

Cosa vuol fare da “grande” Mister Rocco Crippa?
Voglio portare il Parabiago in alto, più in alto possibile. Qui mi trovo bene, sono contento di star qui, mi piacerebbe che andasse più su e ci fosse sempre al “Libero Ferrario” l’entusiasmo e tanta gente come domenica (il 2° turno di play-off contro il Real Vanzaghese Mantegazza NdR)… Parabiago è una città grande  e non c’è solo il rugby, c’è anche il calcio!

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Ringraziamo Mister Rocco Crippa per questa bellissima e interessante chiacchierata e speriamo di vederlo ancora esultare assieme ai “suoi ragazzi” in mezzo al campo!

M.A.

 

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1^ Squadra PLAY OFF

« PLAYOFF CALZATURIERO  »

Dopo aver superato brillantemente il 2° turno di play-off la settimana scorsa, si gioca questa domenica la partita di andata per il 3° turno dei play-off.

Da questo turno di play-off, i confronti tra le squadre, come detto, contemplano sia l’andata che il ritorno.

Per questa partita di andata, giochiamo nel “nostro Libero Ferrario”, contro il Vigevano Calcio 1921: ironia della sorte, è un derby “calzaturiero” visto che Vigevano è un altro polo importante italiano per la produzione di scarpe.

Il Parabiago, guidato da Mister Rocco Crippa, arriva a questa importantissima sfida molto carico con ben 12 risultati positivi consecutivi (11 vittorie, compreso il turno di play-pff, e 1 pareggio).

Il nostro avversario di questo turno, il Vigevano Calcio 1921, fa parte del gruppo V di Pavia, poiché da questo turno di play-off, sono previsti incontri incrociati con gli altri gironi lombardi.

Il ruolino di marcia del Vigevano Calcio 1921 è molto simile al Parabiago: è arrivato secondo nel proprio girone nella regular season con 64 punti all’attivo, costruiti con 19 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte.

Come il Parabiago anche il Vigevano Calcio 1921, ha saltato il 1° turnio di play-off, perché la quinta classificata nel proprio girone, aveva oltre 9 punti di distacco.

Nel turno dei play-off appena giocato, è però passato a questo 3° turno grazie “al fattore campo” (ovvero miglior piazzamento in classifica rispetto alla sua sfidante), poiché ha pareggiato 1-1.

Ma il Vigevano Calcio 1921, è una squadra da non sottovalutare assolutamente: guardando altre statistiche notiamo che ha segnato 54 reti (media 1,8 a partita), subendone solo 11 reti in 30 partite (media 0,37 a partita!!!!) ripartiti 5 in trasferta e 6 in casa!

Inoltre, nella regular season, dalla 12° giornata alla 22° giornata, non ha mai subito gol! Oltre 1000′ minuti in clean sheet!

Una sfida aperta ad ogni pronostico, molto difficile ma consapevoli della forza, della volontà e dell’umilità del nostro gruppo, guidati in campo da Capitan Minoggio.

Appuntamento quindi allo Stadio di Viale Marconi per sostenere la squadra e premiare i risultati fin qui raggiunti.

STADIO “LIBERO FERRARIO “

Entrata viale Marconi 38 PARABIAGO

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1^ Squadra PLAY OFF

« E’ UN REAL PLAYOFF  »

Sarà  Parabiago –  Real Vanzaghese M., la sfida nel secondo turno di  play-off  del girone N. Questo il verdetto scaturito al termine della partita del primo turno e che ha visto la Real Vanzaghese Mantegazza avere la meglio sulla Marcallese  con il risultato finale di due reti a uno. 

ORA TOCCA A NOI !

La data segnata in rosso nel calendario è domenica 13 maggio, quando alle ore 16 sul “tappeto” del Ferrario scenderanno in campo la nostra “prima” e la Real Vanzaghese M.

“Questa secondo turno di  playoff sarà una grande festa per noi, per questa squadra e per questa società e io credo che lo sarà per tutti coloro che varcheranno le soglie del “Libero Ferrario” – commenta il presidente , Stefano Tunesi –. Speriamo che il risultato ci porti a disputare il terzo turno, obbiettivo alla nostra portata visto come è andata la stagione e affidandoci alla qualità e alla esperienza del gruppo guidato da mister Crippa .

Sarà uno scontro difficile, come d’altronde lo  sono i playoff, con la consapevolezza che a disposizione dei Granata ci saranno due risultati utili su tre.

Appuntamento quindi allo Stadio di Viale Marconi per sostenere la squadra e premiare i risultati fin qui raggiunti.

STADIO “LIBERO FERRARIO “

Entrata viale Marconi 38 PARABIAGO

G.S

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